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Un capolavoro

Cristicchi risponde, viaggio nella musica che vince San Remo ma che disturba la Chiesa e non trova editore. di Marzia Cangiano e Astrid Nausicaa Maragò; Alla scoperta della carta amalfitana: intervista alla signora Amatruda di Michele Fronterrè; Esteri: Iran meno atomico. Forse… di Enzo Reale; Esteri: Maometto insidiato dai crociati interisti? di Ivrès Taverni; Enciclica: chi di speranza vive disperato muore di Cristina Marullo e Gian Pietro Simonetti; Cultura: Arte alla libreria Bocca di Monica Costa; Letteratura: Cuba, totalitarismo tropicale di Gordiano Lupi; Letteratura: la modernità di Maugeri di Sergio Sozi.

Il blog fa il suo mestiere, assurdo quanto si vuole, ma è il suo mestiere; e dice che non bisogna drogarsi. Beh, mi pare una cosa giusta, non saranno fatti suoi, ma è comunque più o meno condivisibile come idea. Dice, più genericamente, che l’uomo non deve sostituire Dio con la sua felicità individuale. Già più discutibile, ma siamo sempre nel campo della sua libertà d’opinione – è libero di esprimersi, ed in che modo…, Luttazzi, perché non potrebbe esserlo l’omino bianco? –. E poi dice anche che non bisogna crearsi paradisi artificiali. Ecco, questa invece è proprio una fesseria. Perché si dà per scontato che il paradiso dei cattolici non sia artefatto e che invece la mia idea di paradiso – chessò: DisneyWorld – invece lo sia.
Ma non devo essere l’unico ad avere riserve circa quest’idea di sua Pastorizia Tedesca. Leggo qui, infatti, di un parroco che, per tenere i chierichetti sempre presenti, li premia con punti presenza (c’è una tabella dettagliata: essere presenti quando c’è il vescovo vale doppio ad esempio). A che servono questi punti? Semplice: il più presente dell’anno vince un viaggio a Mirabilandia. In sintesi, per garantire il Paradiso in cielo bisogna prometterne in terra uno artefatto. E poi dice che uno si droga, o peggio, che si arte-fa.

Niente di speciale

Per la prima volta ho visto il Generale Speciale (ormai-ex) in televisione. Non mi è piaciuto, credevo molto meglio: niente di speciale, insomma. Il giudizio sul modo dilettantistico con il quale il Governo ha gestito la situazione rimane comunque evidente. Io chiuderei la storia con una frase del Generale D’Arrigo, che ha sostituito Speciale al comando della Guardia di finanza. Circa la lettera di dimissioni di Speciale, D’Arrigo dice: “Ma non voglio essere ambiguo. E dunque dico chiaramente che non solo non condivido nulla dei contenuti di quella lettera, ma che i principi della nostra Costituzione prevedono che in caso di conflitto tra Autorità politica e autorità militare, i generali debbano giustamente perdere. Sempre”.  Niente male, direi. Proprio niente male.

Per strada oggi c’era un giovine che distribuiva volantini. Tipica faccia da sfigato menagramo. Sensibilizzava al tema dell’ambiente con occhio particolare allo smaltimento dei rifiuti, argomento ovviamente molto di moda dalle mie parti. Il volantino annunciava un convegno organizzato da non so bene chi: ho sbirciato appena. Il giovinotto, dunque, faceva lavoro meritorio, ché sensibilizzare circa questi temi non è cosa inutile, anzi. Però ci sono dei limiti di metodo. Vi racconto cosa faceva il tipo. Io bevevo il mio caffè camminando per strada, il che fa molto newyorkese a Manhattan, ma io ero solo uno splendido esemplare di napoletano in cappotto cammello a via Porta di Massa. Gli passo accanto e lui mi porge il volantino e mi fa: lo sai che tuo figlio nascerà deformato? Io – non so poi quanto d’istinto, ma non è il momento di esami di coscienza – gli sputo il caffè addosso. Il tizio ha fatto una faccia irripetibile, ma l’ho subito rassicurato: tranquillo, è caffè, mica diossina.

Franco Battiato,il lucido.Morgan il brillo

Ho appena ascoltato – ma non avrei dovuto – la registrazione audio dell’intercettazione telefonica di una telefonata tra Agostino Saccà e Silvio Berlusconi proposta da Repubblica.it. Dico che non avrei dovuto come – fatte le debite proporzioni del caso – non avrei dovuto vedere, all’epoca, i filmati dei militari americani sgozzati in Iraq. In questa registrazione io trovo un Berlusconi meno mitomane di quanto credessi, un Berlusconi che chiede raccomandazioni e che pure, secondo me, ne esce benissimo. Saccà invece ne esce come un piccolo uomo, un adulatore come tanti.
Ciò che importa qui, però, è che io non capisco come si possa arrivare al punto di diffondere una telefonata privata in questo modo. Quale emergenza si rileva nel caso in questione che giustifichi una così grottesca violazione del buongusto e della riservatezza di due persone sulle quali – non essendo noi giudici – non possiamo che estendere un giudizio morale? Ed i giudizi morali, lo sapete, mi fanno schifo.
Questi giudici – di cui io comunque desidero (ho bisogno di…) fidarmi – e che permettono, in negligenza, che tali conversazioni diventino pubbliche che idea hanno della loro funzione? Aver ascoltato quella conversazione, il sol fatto che sia possibile farlo, mi fa molto più schifo di quanto in quella conversazione si apprende, per quanto, è chiaro, i contenuti della stessa non mi facciano impazzire. Vergogna.