Niente di speciale

Per la prima volta ho visto il Generale Speciale (ormai-ex) in televisione. Non mi è piaciuto, credevo molto meglio: niente di speciale, insomma. Il giudizio sul modo dilettantistico con il quale il Governo ha gestito la situazione rimane comunque evidente. Io chiuderei la storia con una frase del Generale D’Arrigo, che ha sostituito Speciale al comando della Guardia di finanza. Circa la lettera di dimissioni di Speciale, D’Arrigo dice: “Ma non voglio essere ambiguo. E dunque dico chiaramente che non solo non condivido nulla dei contenuti di quella lettera, ma che i principi della nostra Costituzione prevedono che in caso di conflitto tra Autorità politica e autorità militare, i generali debbano giustamente perdere. Sempre”.  Niente male, direi. Proprio niente male.

Per strada oggi c’era un giovine che distribuiva volantini. Tipica faccia da sfigato menagramo. Sensibilizzava al tema dell’ambiente con occhio particolare allo smaltimento dei rifiuti, argomento ovviamente molto di moda dalle mie parti. Il volantino annunciava un convegno organizzato da non so bene chi: ho sbirciato appena. Il giovinotto, dunque, faceva lavoro meritorio, ché sensibilizzare circa questi temi non è cosa inutile, anzi. Però ci sono dei limiti di metodo. Vi racconto cosa faceva il tipo. Io bevevo il mio caffè camminando per strada, il che fa molto newyorkese a Manhattan, ma io ero solo uno splendido esemplare di napoletano in cappotto cammello a via Porta di Massa. Gli passo accanto e lui mi porge il volantino e mi fa: lo sai che tuo figlio nascerà deformato? Io – non so poi quanto d’istinto, ma non è il momento di esami di coscienza – gli sputo il caffè addosso. Il tizio ha fatto una faccia irripetibile, ma l’ho subito rassicurato: tranquillo, è caffè, mica diossina.

Franco Battiato,il lucido.Morgan il brillo

Ho appena ascoltato – ma non avrei dovuto – la registrazione audio dell’intercettazione telefonica di una telefonata tra Agostino Saccà e Silvio Berlusconi proposta da Repubblica.it. Dico che non avrei dovuto come – fatte le debite proporzioni del caso – non avrei dovuto vedere, all’epoca, i filmati dei militari americani sgozzati in Iraq. In questa registrazione io trovo un Berlusconi meno mitomane di quanto credessi, un Berlusconi che chiede raccomandazioni e che pure, secondo me, ne esce benissimo. Saccà invece ne esce come un piccolo uomo, un adulatore come tanti.
Ciò che importa qui, però, è che io non capisco come si possa arrivare al punto di diffondere una telefonata privata in questo modo. Quale emergenza si rileva nel caso in questione che giustifichi una così grottesca violazione del buongusto e della riservatezza di due persone sulle quali – non essendo noi giudici – non possiamo che estendere un giudizio morale? Ed i giudizi morali, lo sapete, mi fanno schifo.
Questi giudici – di cui io comunque desidero (ho bisogno di…) fidarmi – e che permettono, in negligenza, che tali conversazioni diventino pubbliche che idea hanno della loro funzione? Aver ascoltato quella conversazione, il sol fatto che sia possibile farlo, mi fa molto più schifo di quanto in quella conversazione si apprende, per quanto, è chiaro, i contenuti della stessa non mi facciano impazzire. Vergogna.