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Il blog fa il suo mestiere, assurdo quanto si vuole, ma è il suo mestiere; e dice che non bisogna drogarsi. Beh, mi pare una cosa giusta, non saranno fatti suoi, ma è comunque più o meno condivisibile come idea. Dice, più genericamente, che l’uomo non deve sostituire Dio con la sua felicità individuale. Già più discutibile, ma siamo sempre nel campo della sua libertà d’opinione – è libero di esprimersi, ed in che modo…, Luttazzi, perché non potrebbe esserlo l’omino bianco? –. E poi dice anche che non bisogna crearsi paradisi artificiali. Ecco, questa invece è proprio una fesseria. Perché si dà per scontato che il paradiso dei cattolici non sia artefatto e che invece la mia idea di paradiso – chessò: DisneyWorld – invece lo sia.
Ma non devo essere l’unico ad avere riserve circa quest’idea di sua Pastorizia Tedesca. Leggo qui, infatti, di un parroco che, per tenere i chierichetti sempre presenti, li premia con punti presenza (c’è una tabella dettagliata: essere presenti quando c’è il vescovo vale doppio ad esempio). A che servono questi punti? Semplice: il più presente dell’anno vince un viaggio a Mirabilandia. In sintesi, per garantire il Paradiso in cielo bisogna prometterne in terra uno artefatto. E poi dice che uno si droga, o peggio, che si arte-fa.

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